La secca di Capo d'Orso è ben nota ai subacquei come uno stupendo sito d'immersione. E' una immersione riservata a quanti hanno raggiunto il massimo brevetto sportivo presentando -come si dirà- non poche difficoltà. Il sito si colloca tra la punta occidentale della baia di Erchie (qui fotografata) e ...
... ed il faro di Capo d'Orso. La secca principale, che ha il cappello a circa 22 mt. di profondità, è contornata da moltre altre secche e scogli minori che ne fanno una zona d'immersione molto estesa e di profondità variabile. La zona occidentale della secca cade con scaloni successivi anche sino ai 50 mt. ed oltre. Conviene iniziare l'immersione da quella parte e toccare subito le profondità maggiori per continuare poi a contornare la secca in senso antiorario sulla parete sud (quella più ricca di gorgonie che sono abbondantissime). Si giunge quindi, risalendo come in dolce declivio, al lato est ove si attraversa la secca su una sella più bassa, per risalire, infine, sino al pinnacolo principale lungo la parete a nord. E' difficile ancorare sul pinnacolo (ed anche pericoloso perché l'eventuale caduta dell'ancora può farne venir meno la presa), pertanto calata l'ancora sul fondo, in prossimità della secca, si deve collegare il cavo dell'ancora con una sagola sino al
Capo d'Orso è un vero e proprio bosco di gorgonie di ogni tipo (soprattutto paramunicea clavate ed eunicella cavolinii). Sono tuttavia rare le giornate in cui non c'è sospensione nellacqua. In tal caso è difficile fare foto ambiente e si riescono a fare solo foto ravvicinate o macro.
Anemone dall'insolita colorazione turchese
Lello e Cristina (entrambi subacquei esperti di III grado Fipsas) mi hanno accompagnanto.
La foto è venuta male, ma serve solo a far capire, a quanti non ne hanno esperienza, la differenza di percezione del colore tra le gorgonie illuminate da lampade o flash e quelle non illuminate (sullo sfondo)
Le foto ambiente, come si vede, registrano inevitabilmente la sospensione e vengono molto macchiate. I saraghi sono comunque numerosissimi e di grandi dimensioni, ma, essendo sopettosi, è diffile fotografarli da vicino.
Qui è evidente la nitidezza della gorgonia fotografata a circa 30/40 cm. rispetto al subacqueo sullo sfondo che, sebbene sia alla distanza di 2/3 metri, è venuto del tutto offuscato dall'acqua torbida.
gli scogli sono anche pieni di spugne gialle ed arancioni che creano begli effetti policromi
abbondanti formazioni di aplysina aerophoba sono soprattutto sulla parete ovest e a sud
Le ramificazioni di gorgonie sono fitte e formano a tratti delle barriere omogenee
Oltre alle gorgonie rosse ci sono anche quelle bianche (eunicella singolaris) e quelle gialle (eunicalla cavolinii)
Le eunicelle sono anch'esse fittamente ramificate
la paramunicea clavata resta comunque la regina di questa immersione
In questa immersione non abbiamo fatto incontri significativi con la fauna ittica che qui, invece, è imponente. In altre immersioni ci siamo imbattuti con una grande cernia, con murene davvero giganti e anche con grossi polipi. Oggi, anche a causa dell'acqua particolarmente torbida, ci contentiamo di una flabellina affinis ...
...qui un po' ingrandita rispetto alle sue reali dimensioni,
una trina di mare
Corna d'alce (pentapora fascialis) su una gorgonia
Qui si nota la ricchezza e la complessità delle formazioni presenti sulla secca (in primo piano, alla base delle gorgonie, spugne gialle clathrina clathrus)
Eunicalla cavolinii di considerevoli proporzioni
Cristina pronta con il suo pallone di segnalazione e la sagola nel caso non si trovi più l'ancora. Strumenti del genere sono indispensabili in questo tipo di immersione ove si risale in acqua libera. Deve però osservarsi che in caso di corrente tali rimedi sono comunque inadeguati perchè nella risalita in acqua libera si emergerà inevitabilmente molto lontani dalla barca e, soprattutto, a sfavore di corrente (e dopo sono guai!).
Nel frattempo troviamo un'axinella polipoides ...
---- delle margheritone con accanto un giglio di mare - antedon mediterranea (in alto a destra) ...
ed una bella spugna a candelabro - axinella cannabina...
... per la contentezza di Lello (uno dei pochi che riesce a sorridere con l'erogatore in bocca)....
mentre Cristina ripone le sue cose prima di iniziare la risalita (si intravede il sommo della secca e la nostra sagola collegata al cavo dell'ancora).
Risaliamo quindi senza probremi
....facciamo la nostra decompressione ....
Per prudenza abbiamo lasciato una bombola con octopus a -5 mt, ma non ci è servita.
OK è finita tutti a casa. Alla prossima.